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April 2024 • VERONICA ORSI
Corso Europa, 22 Milano
Cultivate
Connections,
Cultivate Flavours
Il nuovo Showcase di Arrital a Milano è un ecosistema multifunzionale in divenire, in linea con la visione dell’azienda e frutto dell’innovativo progetto di AMDL CIRCLE. Una nuova meta del design di alta gamma a Milano. Una location che non è solo vetrina, ma soprattutto luogo di ispirazione, di esperienzialità, di sensorialità diffuse. Non chiamatelo showroom. La nuova “casa” di Arrital a Milano è uno Showcase, un palcoscenico trasformabile che coltiva connessioni e sapori, riflesso dell’identità dinamica dell’azienda.

Situato strategicamente in Corso Europa 22, nel cuore dell’area modernista di San Babila, lo spazio è ospitato all’interno di un edificio progettato negli anni ‘50 da Vico Magistretti: l’eredità storica e culturale dell’architettura è stata mantenuta e riletta dallo studio AMDL CIRCLE
che firma il progetto, e valorizzata dalla composizione degli arredi ad opera dell’architetto Franco Driusso.

In questa ampia superficie, sviluppata su tre piani, va in scena la filosofia “Cultivate Connections, Cultivate Flavours”, un ideale promosso da Arrital attraverso cui coltivare connessioni, socializzazione, collaborazione e condivisione di idee, all’interno di uno spazio che evolve il concetto stesso di retail, per divenire ecosistema mutifunzionale pronto a cambiare e trasformarsi continuamente.

Ambienti aperti, in dialogo fra loro, aree di lavoro e di meeting, una Materioteka e un podio per eventi, e tutt’attorno, fluidamente disposte, le cucine Arrital: il nuovo Showcase Arrital è un omaggio al concetto di “connessione”, simbolicamente rappresentato dall’orto sospeso al piano terra e dalla scenografica scala in “Rosso Vico” che unisce i tre piani. Un invito a esplorare e sperimentare.
Nell'immagine a sinistra, concept espositivo dello Showcase con la scala rossa protagonista visiva dello spazio.
Color Design Experience La forza visiva del “Rosso Vico” e rilassanti accenti verdi su una palette naturale e calda. Lo Showcase gioca sulla sensorialità per creare una suggestiva “color design experience”, in linea con il tema scelto da Milano Design District, di cui Arrital è partner, per la Milano Design Week 2024.

“Oggi le tendenze del mercato guardano essenzialmente a due paradigmi: l’utente, al centro delle scelte progettuali, esperienziali e di benessere, e l’ibridazione degli spazi. La casa è diventata un contesto multitasking, dove tecnologia, connessioni e design devono garantire valori aggiuntivi funzionali ed ergonomici, di vita e di lavoro. E noi abbiamo voluto creare tutte queste connessioni all’interno del nostro nuovo Showcase milanese, che non è solo un luogo di esposizione, ma un’esperienza completa che celebra l’arte del design, la connessione umana e l’apprezzamento dei sapori autentici”.
Christian Dal Bo, General Manager di Arrital –
Christian Dal Bo, Davide Angeli
ph Piotr Niepsuj
Una conversazione fra Ruben Modigliani, Direttore di IFDM, e gli architetti e interior designer di AMDL CIRCLE, autori del nuovo Showcase di Arrital, nel loro studio milanese. Per scoprire, davanti a un caffè, curiosità e retroscena di questo straordinario progetto.

Ruben Modigliani: Qual è stato il punto di partenza concettuale?

Nicholas Bewick: L’edificio e la sua storia. Tutto è nato da qui. Negli ultimi anni il quartiere di San Babi- la è stato un vero cantiere. Ma è una zona molto bella di Mila- no, che ha mantenuto un senso di modernità degli anni ’50, con le sue facciate in metallo. È stata una bella sorpresa scoprire che qui si nascondeva un edificio di Magistretti, e per noi è stato dunque fondamentale rispettare il suo passato e la sua storicità.

Leonie Kutschale: Ad esso abbiamo poi implementato l’identità del cliente. Siamo stati in sede da Arrital e abbiamo potuto vedere la sua produzione: siamo rimasti davvero impressionati per la loro in- novazione e tecnologia. Era quindi per noi importante integrare questo approccio peculiare dell’azienda al nuovo store, che doveva riflettere la visione aziendale di guardare al futuro e sperimentare.
Leonie Kutschale, Marta Provenzano, Franco Driusso, Davide Angeli.
ph Piotr Niepsuj.
Ruben Modigliani: Come si è tradotto allora questo approccio all’interno dello spazio?

Davide Angeli: Siamo partiti dalla domanda: come sarà la cucina domani? Un tempo era il luogo dove semplicemente si cucinava, poi è diventato cuore della casa dove si incontrano le persone. Dalle nostre ricerche abbiamo immaginato che in futuro la cucina sarà non solo il luogo dove consumare il cibo, ma persino dove si produce. Guardando avanti, pensiamo alla cucina come esperienza sociale legata al cibo: qui lo produco, lo elaboro, lo preparo, lo sistemo, lo impiatto e lo consumiamo insieme. Come una piccola fabbrica, un luogo dove appunto “Cultivate Connections, Cultivate Flavours”, ossia coltivare sapori, preparandoli e mangiandoli, ma anche creare connessioni attorno a un tavolo. La stessa disposizione delle cucine è pensata per comunicare questa idea: in un solo colpo d’occhio vedo sempre e solo una cucina alla volta, come una vera e propria casa.

Ruben Modigliani: Il palcoscenico qui creato mi rimanda al Teatro Franco Parenti che il vostro studio ha riprogettato…

Davide Angeli: Assolutamente, c’è una correlazione. Tutto per noi è una grande scenografia: nel nostro modo di vivere gli spazi, mettiamo in scena chi siamo e chi vogliamo essere a seconda degli ambienti, e noi, disegnando ambienti, disegniamo comportamenti e influenziamo il comportamento. Speriamo che i visitatori godano questo spazio come un teatro di cucine e non solo. Uno spazio aperto, il più possibile flessibile e trasformabile nel tempo.
A sinistra, un dettaglio dell’orto sospeso. A destra, moodboard con i materiali selezionati da AMDL CIRCLE per il progetto, tra i quali la calceterra.
Ruben Modigliani: Ed è questa idea di connessione che definisce gli spazi?

Davide Angeli: Sì, lo Showcase Arrital è pensato per ospitare diverse forme di incontro. Al piano terra l’ambiente è più scenografico con un’unica, enorme cucina con un orto sospeso, a cui seguono spazi con funzioni molto diverse: un palcoscenico al piano meno uno per talk o incontri informali, come fosse una piazza; c’è una sala/atelier dove i designer possono progettare, con materiali, supporti, disegni, e incontrare il cliente. Al piano superiore ci sono poi spazi privati ma comunicanti fra loro che si aprono anche al living. Come una casa contemporanea.

Ruben Modigliani: Qual è allora il fulcro dello spazio?

Leonie Kutschale: Due elementi, l’orto e la scala rossa. L’orto offre un legame con la cucina e con un concetto di benessere. La scala rossa ha invece ruolo di connessione verticale unendo i tre piani per 16 mt totali, mentre il colore rosso omaggia il lavoro di Magistretti. Due segni che rivelano ancora la volontà di creare connessioni.
Il palcoscenico creato da AMDL CIRCLE come luogo di incontro e socialità.
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